8/09/2026
L’avvio del nuovo anno scolastico si presenta complesso per le scuole delle province di Belluno e Treviso. Il numero elevato di posti vacanti, le difficoltà nelle nomine, la precarietà del personale docente e Ata e, soprattutto, la carenza di insegnanti specializzati sul sostegno, evidenziano problemi strutturali che si ripresentano ogni anno. “L’Ufficio scolastico di Belluno sta lavorando a ritmi molto intensi per completare tutte le nomine possibili – spiega sottolinea Anna Lucia Tamborrini, segretaria generale della Cisl Scuola Belluno Treviso –. Le rinunce, però, rendono necessario procedere con ulteriori nomine e questo complica le operazioni. Ci auguriamo che al primo suono della campanella tutte le cattedre possano essere coperte per garantire ad ogni studente la continuità e il diritto allo studio”. Un problema rilevante riguarda anche il personale Ata: su 33 istituti scolastici ben 18 sono privi di un Funzionario delle Elevate Qualificazioni (ex DSGA) di ruolo, figura centrale per l’organizzazione amministrativa e per l’avvio dell’anno scolastico. “Bisogna ringraziare gli assistenti amministrativi che anche quest’anno permettono l’avvio della scuola ricoprendo questo incarico come facenti funzioni”, sottolinea Tamborrini. TREVISO - Elevato il numero di posti vacanti: circa 3.000 nella Marca. Il Ministero sta procedendo con le immissioni in ruolo del personale docente. Al diciassettesimo turno di nomina ne sono stati assunti circa 600, nominati dalle varie procedure concorsuali e in questi giorni è iniziato anche il primo turno di nomina per il personale precario. Particolarmente allarmante è la situazione del sostegno, dove alla necessità di garantire continuità educativa agli studenti con disabilità si contrappone una disponibilità ancora insufficiente di docenti specializzati. “Treviso si conferma tra le province con il maggior numero di docenti precari – osserva Tamborrini –. Le immissioni in ruolo rappresentano un passaggio importante, ma resta elevato il numero di posti che dovranno essere coperti con contratti a tempo determinato, soprattutto sul sostegno. Il problema è che gli organici continuano a essere largamente insufficienti rispetto al reale fabbisogno delle scuole”. Negli ultimi anni sono stati attivati numerosi percorsi di specializzazione e, anche attraverso i percorsi “Indire”, diversi docenti hanno potuto conseguire la specializzazione sul sostegno. Il numero degli insegnanti specializzati resta comunque ancora insufficiente rispetto alle necessità. Preoccupa infine la situazione della scuola secondaria con la carenza dei docenti per le discipline STEM: mancano 57 docenti di matematica e scienze, mentre per scienze motorie su 149 cattedre libere in Veneto 102 riguardano la sola provincia di Treviso. “È del tutto evidente – conclude Tamborrini - che c’è ancora molto precariato, la scuola ha bisogno di stabilità per garantire continuità agli studenti e non un susseguirsi di docenti supplenti diversi ogni anno in cattedra”. “La situazione nei due territori presenta criticità diverse, ma riconducibili a un problema comune: gli organici non sono sufficienti a rispondere pienamente al fabbisogno delle scuole e una parte significativa del personale continua a lavorare in condizioni di precarietà – sottolinea Tamborrini –. Questo rende difficile garantire continuità e stabilità, che sono condizioni fondamentali per il buon funzionamento della scuola e, soprattutto, per gli studenti più fragili”. “Per questo – prosegue Tamborrini – occorre intervenire su due fronti: adeguare gli organici alle effettive necessità delle scuole e aumentare le opportunità di formazione e specializzazione dei docenti, in particolare nella scuola primaria. Solo così sarà possibile ridurre progressivamente il ricorso al lavoro precario”. Particolarmente urgente, secondo la Cisl Scuola, è una risposta sul sostegno. La proposta è quella di affiancare ai concorsi un secondo canale di reclutamento che consenta di stabilizzare i docenti che da molti anni lavorano sul sostegno con contratti a tempo determinato riconoscendo la professionalità acquisita nel tempo.Scuola, nuovo anno al via tra posti vacanti e precarietà
Tamborrini (Cisl Scuola): “Servono organici adeguati e più stabilità”
BELLUNO - Sono oltre 500 i posti di docente ancora vacanti in provincia di Belluno e, al diciassettesimo turno di nomina, ne sono stati coperti soltanto 177, di cui 105 sul sostegno. A complicare ulteriormente le operazioni sono le continue rinunce. Un problema che riguarda soprattutto i docenti provenienti da fuori provincia, per i quali le difficoltà nel reperire abitazioni e gli elevati costi degli affitti rendono economicamente poco sostenibile l’accettazione del posto. A questo si aggiungono i vincoli triennali previsti per i docenti neo-immessi in ruolo, che non facilitano la scelta di lavorare in un territorio come quello bellunese.