20/05/2026
Si è tenuto martedì 19 maggio la Ministero delle Imprese e del Made in Italy un nuovo e cruciale incontro riguardante lo stabilimento Hydro Extrusion di Feltre. All’incontro ministeriale hanno partecipato l’azienda, assistita dai suoi consulenti legali, dall’advisor BDO e da Confindustria Belluno-Dolomiti, e le Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con i rappresentanti dei lavoratori. Erano presenti la Regione del Veneto con l’Unità di Crisi aziendali e la Direzione Lavoro, e il Comune di Feltre. Al centro del confronto vi è stata la conferma, da parte della direzione aziendale, dell'esistenza di manifestazioni di interesse concrete da parte di potenziali investitori per l'acquisizione del sito produttivo. Nel corso del tavolo, gli advisor di BDO hanno presentato il resoconto delle attività svolte per la ricerca di un possibile acquirente per lo stabilimento feltrino. Dopo una prima fase nella quale erano pervenute sette manifestazioni di interesse – quattro da soggetti di natura finanziaria e tre da operatori industriali – il percorso si è progressivamente concentrato su un unico soggetto industriale, con il quale verrà ora avviata una fase finalizzata a verificare concretamente le prospettive occupazionali e di sviluppo industriale del sito, attraverso la presentazione di un piano industriale solido e credibile. Quindi, nel corso del tavolo sono stati presentati i soggetti industriali interessati a rilevare il sito, un passaggio che le organizzazioni sindacali giudicano un elemento di avanzamento importante per allontanare lo spettro della dismissione, ma che richiede immediata chiarezza sui contenuti dei piani industriali. “Nonostante la presentazione di queste realtà industriali che ci permettono di provare a definire un futuro possibile per la Hydro – hanno spiegato Mauro Zuglian della Fim e Stefano Bona della Fiom al termine dell’incontro - permangono importanti elementi di incertezza riguardo al perimetro aziendale effettivamente oggetto della possibile cessione. Ribadiamo con forza che la tutela occupazionale, la salvaguardia delle professionalità presenti e il rilancio industriale del sito produttivo rappresentano elementi imprescindibili per una possibile conclusione positiva della vertenza. hanno ribadito la piena disponibilità a un negoziato trasparente e senza alcun pregiudizio ideologico sul cambio di proprietà. È stato chiarito con fermezza che il sindacato non si limiterà ad attendere passivamente le decisioni aziendali: la qualità e la sostenibilità del compratore restano i parametri di giudizio fondamentali. È stata respinta fermamente l'idea di uno "spezzatino" delle attività o di un ridimensionamento che confini l'attività alla sola area fonderia. Siamo pronti a confrontarci sul piano industriale non appena i potenziali acquirenti lo presenteranno, ma per noi l'obiettivo centrale non cambia: occorre assicurare la piena occupazione di tutti i lavoratori e garantire il rilancio produttivo e industriale del sito attraverso investimenti strutturali e di lungo periodo”. L'azienda ha accolto le sollecitazioni del tavolo, esplicitando l'intenzione di orientare la scelta verso un operatore fortemente verticalizzato in grado di assicurare stabilità nel lungo termine. Le organizzazioni sindacali mantengono lo stato di attenzione e vigileranno su ogni fase della trattativa. Il tavolo ministeriale rimane aperto in attesa che vengano formalizzati e comunicati i piani industriali dettagliati ed è stato riconvocato al 1° luglio per l'avvio del confronto diretto con il nuovo soggetto industriale.Vertenza Hydro: confermata al tavolo al Mimit la presenza di investitori interessati
Fim: “Nessun pregiudizio sulla cessione, ma l'obiettivo resta la continuità dell'intera filiera integrata"
Per la Fim Belluno Treviso e la Fiom Belluno ci dovranno essere dei criteri precisi per stabilire l'idoneità delle offerte: l'acquirente deve possedere una dimensione industriale e finanziaria significativa, coerente con l'importanza dello stabilimento; nel piano industriale deve esserci la salvaguardia delle lavorazioni, evitando la frammentazione del ciclo produttivo attuale; l'accordo di cessione dovrà prevedere la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali attuali e dei trattamenti contrattuali in essere per tutti i lavoratori e le lavoratrici presenti.