11/05/2026
“Un piano inaccettabile. Per affrontare le difficoltà del settore servono investimenti, innovazione e una strategia industriale, non il taglio dei posti di lavoro. Contrasteremo senza alcuna esitazione una decisione irricevibile che rischia di impoverire ulteriormente il tessuto produttivo e sociale del Paese e del nostro territorio”. È durissima la reazione di Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso, dopo l’annuncio da parte di Electrolux del nuovo piano di ristrutturazione che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e una pesante riduzione di produzioni e personale negli altri siti italiani, compreso quello di Susegana. Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente e proclamato otto ore di sciopero nazionale, che saranno articolate nei diversi stabilimenti del gruppo. Già domani, martedì 12 maggio, le lavoratrici e i lavoratori della fabbrica di Susegana incroceranno le braccia con un presidio previsto fin dalle prime ore del mattino davanti ai cancelli della fabbrica. Il piano presentato dall’azienda parla di circa 1.700 esuberi complessivi, quasi il 40% degli attuali 4.500 occupati in Italia. Numeri che per la Fim rappresentano un colpo durissimo non solo per i lavoratori coinvolti e loro famiglie, ma per interi territori che da decenni costruiscono attorno agli stabilimenti Electrolux occupazione, competenze e indotto. “Sapevamo che il contesto fosse difficile – prosegue Lovisotto – tra rallentamento dei consumi, crisi del mercato europeo degli elettrodomestici e aumento della competizione internazionale. Ma nessuno poteva immaginare un piano di queste dimensioni e con un impatto sociale così devastante”. Secondo la Fim, la scelta dell’azienda rischia di compromettere un patrimonio industriale costruito negli anni attraverso professionalità altamente specializzate e investimenti. “Non si può pensare di affrontare una fase di trasformazione industriale scaricando tutto sui lavoratori. Ridurre drasticamente gli organici significa indebolire il sistema produttivo proprio nel momento in cui servirebbe invece rafforzarlo, puntando su innovazione, sostenibilità, qualità del prodotto e valorizzazione delle competenze”, prosegue Lovisotto. “Difendere il lavoro significa difendere il futuro del territorio - conclude -. Chiediamo che il Governo apra immediatamente un confronto nazionale con l’azienda e le organizzazioni sindacali. Electrolux deve spiegare quali prospettive industriali intende garantire al Paese e ai suoi stabilimenti italiani. Non possiamo accettare che a pagare il prezzo delle difficoltà siano ancora una volta i lavoratori”.Electrolux annuncia 1.700 licenziamenti in Italia
Sciopero e presidio martedì 12 maggio davanti alla fabbrica di Susegana