28/03/2026
Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, esprime “forte preoccupazione per una situazione internazionale che aumenta l’incertezza e colpisce un territorio già fragile come quello bellunese, segnato da crisi aziendali, carenze di servizi e difficoltà strutturali”. “In questo contesto - sottolinea Orrù - le imprese faticano a programmare e a investire, soprattutto nei settori più esposti ai costi energetici, come metalmeccanica e chimica, con possibili ricadute dirette sull’occupazione: i primi segnali si vedono già, con l’interruzione dei contratti di somministrazione in alcune aziende del territorio. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti rischia inoltre di tradursi in un’ondata inflattiva e in un ulteriore incremento del costo della vita, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e comprimendo i consumi, con effetti a catena sulla produzione e sul ricorso alla cassa integrazione”. Per il leader della Cisl territoriale, servono risposte rapide e concrete: “contrastare la speculazione selvaggia sui carburanti, intervenire sulle accise e sostenere le imprese fortemente energivore”. Accanto a questo, conclude Orrù, “è indispensabile una vera riforma fiscale che alleggerisca il carico delle tasse su lavoratori e pensionati, che hanno la trattenuta alla fonte, per difendere realmente i redditi e sostenere il potere d’acquisto”.L'impatto della guerra in Iran su famiglie e imprese bellunesi
Orrù: “Servono risposte rapide e concrete da parte del Governo: contrasto alla speculazione sui carburanti, taglio delle accise, sostegno alle imprese energivore e una vera riforma fiscale per restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati”
È forte l’apprensione della Cisl Belluno Treviso per le conseguenze della guerra in Iran sull’economia locale, per le famiglie, le imprese, i lavoratori. I primi esiti sono sotto gli occhi di tutti: l’aumento dei costi dei carburanti, con effetti immediati sulla perdita del potere d’acquisto e un impatto importante sulle attività produttive. L’aumento dei costi dell’energia non solo pesa sulle famiglie, ma influenza pesantemente i margini industriali, specialmente per i settori cosiddetti energivori, con possibili effetti sull’occupazione, in un territorio come quello bellunese già attraversato da pesanti crisi industriali e da una lenta e inesorabile perdita di attrattività che rischia di far precipitare la provincia in un baratro.