4/09/2026
Nei due giorni di trattativa tenutisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ieri e oggi 4 settembre, Electrolux ha riepilogato e dettagliato con alcune limitate modifiche il piano per ciascun stabilimento italiano. L'azienda non solo ha ribadito la richiesta al Governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della CBAM, ma ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare. Electrolux - sottolineano le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm - in pratica dichiara di voler incrementare la cadenza, a fronte di miglioramenti ergonomici e del rispetto delle saturazioni massime, fino a un massimo di 140 pezzi ora. Inoltre nelle fabbriche si stabilizzerebbe l’assetto ad un unico turno unico così detto a giornata. A fronte di tali pesantissime richieste, Electrolux offre solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati; inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo. Fim, Fiom e Uilm esprimono la decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato. Per questo le organizzazioni sindacali ritengono esaurito il confronto per così dire tecnico e chiedono la riconvocazione urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme si possa usare ogni leva possibile per far cambiare idea alla multinazionale. Nel frattempo, sono state proclamate otto ore di sciopero, con modalità che saranno precisate, e la prosecuzione dello stato di agitazione. “Dopo due giorni di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per il sito Electrolux di Susegana siamo ancora molto lontani da un risultato che possa essere considerato positivo. Se da un lato registriamo una riduzione degli esuberi tra gli operai, dall'altro è emerso un dato estremamente preoccupante sul fronte degli impiegati: si parla di una riduzione che arriverebbe al 50% degli organici. È un quadro grave e, per noi, assolutamente inaccettabile”. È il commento di Alessio Lovisotto, segretario generale Fim Cisl Belluno Treviso, al termine della seconda giornata di trattativa al Ministero. “A questo punto – prosegue il segretario Fim - è evidente che la trattativa, così com'è, non può proseguire senza un intervento politico. Il tavolo è stato aggiornato proprio per consentire al Governo di intervenire per sbloccare una situazione che rischia di avere conseguenze pesantissime sul futuro dello stabilimento di Susegana e sulle prospettive occupazionali del territorio”. Electrolux chiede la cancellazione dei vincoli sulla organizzazione del lavoro, ma mantiene la chiusura di Cerreto d’Esi e 1.450 esuberi in Italia
Preoccupazione per il sito di Susegana: a rischio il 50% degli impiegati