3/09/2026
Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici della Casa di riposo Tomitano Bocassin di Motta di Livenza. L’incontro di mercoledì 2 settembre fra i rappresentanti delle federazioni della Funzione pubblica di Cgil, Cisl Fp e Uil, della RSU e il personale tecnico della struttura in Prefettura a Treviso non ha sortito alcun effetto, tanto che è stato predisposto un verbale di sospensione dell’incontro, al quale non hanno partecipato né il presidente della casa di riposo né componenti del Cda. Nel mirino delle sigle sindacali c’è l’affidamento in appalto del servizio di gestione del Nucleo Riviera, il reparto destinato agli ospiti più fragili della struttura. Una decisione che per i sindacati comporta rilevanti ricadute sull’organizzazione del lavoro, sui livelli occupazionali del personale attualmente impiegato (54 unità) e sulla qualità del servizio pubblico. Una scelta che, inoltre, s’inserisce in un quadro più ampio di criticità gestionali, occupazionali e strutturali, aggravato dall’ipotesi della privatizzazione della struttura. Per questi motivi, a fine luglio, le tre sigle sindacali, dopo aver formalmente diffidato l’Ipab dal procedere con l’affidamento in appalto del servizio socio-assistenziale del Nucleo Riviera e a seguito di una partecipata assemblea con le lavoratrici e i lavoratori della struttura, hanno proclamato lo stato di agitazione. “Sebbene – spiega Mario De Boni, segretario generale Cisl Fp Belluno Treviso - in passato il presidente e il cda avevano escluso categoricamente l’ipotesi di ulteriori appalti, ci siamo trovati calata dall’alto una delibera che prevede un’ulteriore esternalizzazione, quella del Nucleo Riviera, senza alcun confronto preventivo con la RSU, le sigle sindacali e soprattutto senza aver informato i lavoratori e le lavoratrici”. “Questo - spiega De Boni - è il culmine di una persistente instabilità gestionale, testimoniata dal cambio di quattro direttori in pochi anni. Nella delibera si scrive che verrà garantita la stessa qualità assistenziale, per poi nell’appalto prevedere la riduzione delle ore di assistenza attualmente erogate. Oggi il monte ore supera gli standard minimi regionali perché risponde ai bisogni reali degli ospiti. Meno ore significa meno personale, e meno personale significa inevitabilmente meno assistenza. Chi ci rimette sono prima gli utenti e le loro famiglie, e subito dopo le lavoratrici e i lavoratori, che vedono svalutata la propria professionalità e la stabilità occupazionale”. Per questo motivo le tre sigle ribadiscono con forza il loro "No" a queste scelte unilaterali. “La risposta alle enormi difficoltà a reperire personale per l’assistenza – conclude De Boni - non può certo essere quella di appaltare i servizi. Al contrario, occorre valorizzare gli operatori con trattamenti economici e normativi adeguati alle reali responsabilità pensando ad avviare un serio riordino delle IPAB, per assicurare una gestione pubblica efficiente, trasparente e lungimirante delle strutture”.Casa di riposo Tomitano Bocassin di Motta di Livenza, prosegue lo stato di agitazione
Cisl Fp: "No all'affidamento in appalto del servizio di gestione del Nucleo Riviera"