2/07/2026
“La tenuta del sistema industriale non si costruisce inseguendo la compressione dei diritti o del costo del lavoro, ma investendo sull'alta specializzazione e sulla centralità dei lavoratori – spiega Mauro Zuglian della Fim Belluno Treviso -. La scelta aziendale di invertire la rotta dimostra la correttezza della nostra visione: l'eccellenza e la qualità del lavoro italiano sono gli unici veri asset competitivi in grado di vincere la sfida sui mercati globali, compresi quelli emergenti”. Il nuovo corso ha preso forma al tavolo di Confindustria Monza e Brianza, dove l'amministratore delegato di Tecnomeccanica ha svelato a sindacati e Rsu la fisionomia del piano industriale per il dopo-Bosch. Il definitivo passaggio di proprietà della controllata Edim resta subordinato al via libera formale del Tribunale di Milano, ma la Fim ha già chiarito la propria linea: l'investimento sul riposizionamento tecnologico è un passo avanti concreto, a patto che ogni accordo futuro sia vincolato a blindare il perimetro occupazionale storico. Il nuovo piano industriale ridefinisce l'assetto geografico e produttivo del Gruppo valorizzando la complementarità tra i territori, un’evoluzione che il sindacato monitorerà con rigore per garantire l'efficienza e la sicurezza di tutti i processi. All'interno di questa strategia, il polo di Quero viene individuato come il centro nevralgico per l'alto tonnellaggio e la componentistica strutturale legata alla mobilità elettrica, mentre il polo di Villasanta (Monza-Brianza) si consolida come hub di riferimento dedicato al medio tonnellaggio. Su questo punto la posizione della Fim è netta. “La fattibilità della riorganizzazione - sottolinea Zuglian - è strettamente vincolata a un utilizzo concordato, protetto e strategico degli ammortizzatori sociali. Considerata la complessità del passaggio ai nuovi programmi ad alta tecnologia e i tempi tecnici necessari per il revamping degli impianti, le reti di sicurezza dovranno avere l'esclusiva finalità di conservare il reddito e le competenze, escludendo impatti traumatici sull'occupazione. Respingiamo fin da ora ogni gestione unilaterale dei fermi produttivi: gli ammortizzatori dovranno essere un ponte sicuro verso la piena attività, agganciati a percorsi vincolanti di riqualificazione professionalizzante. Solo così l'annunciato piano di incremento graduale della forza lavoro, prospettato dalla direzione aziendale nel corso dei prossimi due anni parallelamente all'entrata a regime delle commesse, potrà tradursi in reale stabilità. Dare tranquillità e certezze alle famiglie significa riconoscere il valore sociale dell'impresa”. “La riconversione delle linee produttive e l'ammodernamento degli impianti - conclude il sindacalista della Fim - non devono essere orientati solo alla produttività e al consolidamento dei rapporti con i grandi committenti, ma devono garantire ambienti di lavoro moderni, sicuri e salubri, sotto la vigilanza costante delle norme di salute, sicurezza e ambiente. Il percorso tracciato per i prossimi anni dimostra che la transizione industriale può essere governata anziché subita. La Fim continuerà a presidiare i tavoli di confronto con determinazione e spirito costruttivo, verificando il rispetto dei passaggi generazionali, dei piani di formazione continui e degli investimenti strutturali. Il futuro del manifatturiero si gioca sulla capacità di unire lo sviluppo tecnologico alla valorizzazione e al rispetto del capitale umano”.Edim-Bosch, incontro a Monza-Brianza sul piano di acquisizione da parte di Tecnomeccanica
Il polo di Quero individuato come il centro nevralgico per l'alto tonnellaggio e la componentistica strutturale legata alla mobilità elettrica
Il polo di Quero individuato come il centro nevralgico per l'alto tonnellaggio e la componentistica strutturale legata alla mobilità elettrica, quello di Villasanta (Monza-Brianza) hub di riferimento dedicato al medio tonnellaggio. Rivelati i dettagli del piano di acquisizione di Edim da parte di Tecnomeccanica – operazione che sancisce l'uscita del colosso tedesco Bosch dai siti del Bellunese e della Brianza –, che punta a un consolidamento industriale con l'orizzonte fissato per i prossimi anni. Una svolta complessa, legata alla transizione verso l’e-mobility, che per la Fim Cisl Belluno Treviso - presente questa mattina nella sede di Confindustria Monza Brianza all’incontro con l’ad di Tecnomeccanica Simone Fiorucci, i dirigenti Edim Bosch, i rappresentanti sindacali e le Rsu di Fim, Fiom e Uilm di Belluno e Monza Brianza - può realizzarsi a una sola condizione: la salvaguardia assoluta dei livelli occupazionali attraverso l'uso strategico e protetto delle reti di sicurezza sociale.